Visione piena (no frames)

2° AGGIORNAMENTO CONTINUO SULLE BASI MEDICO-SCIENTIFICHE
DELLA NUTRIZIONE VEGETARIANA: ASPETTI SPECIALISTICI

La nutrizione in Età Pediatrica

Corso di aggiornamento continuo on-line

a cura della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, SSNV, Milano


Programma del corso:

Viene proposto lo studio di articoli e rassegne sugli aspetti sanitari dell'alimentazione vegetariana in età infantile.

Lezione introduttiva: Alimentazione Vegetariana nell'Infanzia. Dr. Luciano Proietti, SSNV, Italia.

In questi ultimi anni si è verificata, soprattutto negli Stati Uniti, una crescente diffusione di diete alternative rispetto a quelle della popolazione generale. Tra i fautori di queste diete, il nucleo più consistente è costituito dai vegetariani, gruppo eterogeneo che ha in comune l'esclusione di ogni cibo carneo dalla dieta. Benché la pratica del vegetarianismo sia molto antica - per convinzioni etico-religiose, necessità economiche, motivi di igiene e salute solo in questi ultimi 40 anni sono stati fatti studi accurati sull'argomento e la letteratura medica, specie dei Paesi di lingua inglese, è molto ampia. Numerosi studi sono stati fatti sui possibili benefici per la salute apportati da una dieta vegetariana: un effetto preventivo esercitato dalle fibre alimentari, di cui è ricca la dieta vegetariana, è stato riscontrato nei confronti delle cosiddette "malattie della civilizzazione", vale a dire le malattie enteriche (diverticolosi, appendicite, cancro del colon e del retto, poliposi  benigna), colecistopatie, disordini venosi (emorroidi, vene varicose), ernia iatale. Le fibre alimentari potrebbero inoltre ridurre l'incidenza di diabete tramite un effetto modulante sul tasso di assorbimento del glucosio e sulle risposte ormonali diminuendo le richieste di insulina e l'escrezione di glucosio. E' stata riportata una minore incidenza di ipertensione arteriosa ed una cariogenicità inferiore della dieta a causa della consuetudine, tra i vegetariani, ad un basso consumo di zucchero e farine raffinati. Mentre gli adulti sono stati oggetto di indagini complete sullo stato di salute, per quanto riguarda i bambini gli studi non sono altrettanto numerosi e ripetutamente sono state avanzate perplessità circa la completezza nutrizionale di tali diete in un periodo della vita in cui la scelta dei nutrienti è particolarmente importante per uno sviluppo armonico. Negli studi sul vegetarianismo infantile apparsi nella letteratura internazionale, sono stati individuati i rischi ed i possibili benefici di tale pratica. Questo articolo analizza alcuni aspetti di questo tipo di alimentazione in età pediatrica.

Posizione dell'American Dietetic Association: Diete vegetariane. Virginia K. Messina, MPH, RD, and Kenneth I. Burke, PhD, RD., American Dietetic Association (USA).

L'ADA (American Dietetic Association) afferma che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e che comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Nella posizione ufficiale dell'ADA viene fatta una specifica menzione anche alle diete vegetariane in età pediatrica

L'alimentazione dei bambini vegani. Reed Mangels, Ph.D., R.D., The Vegetarian Resource Group, Baltimore, USA.

Molti membri del Vegetarian Resource Group sono una brillante testimonianza del fatto che i bambini vegani possano godere di buona salute, crescere normalmente, essere estremamente attivi e (reputiamo) più svegli della media. Naturalmente nutrire i bambini vegani richiede tempo e attenzione, ma l'alimentazione di qualsiasi bambino non dovrebbe comunque richiedere tempo e attenzione? Dopotutto, gli anni che vanno dalla nascita all'adolescenza sono quelli in cui le abitudini alimentari vengono consolidate, anni nei quali il la velocità di accrescimento è elevata e si determinano, in larga misura, il volume dei depositi tissutali dei nutrienti essenziali quali il Calcio ed il Ferro. L'articolo fornisce spunti teorici e consigli pratici per l'applicazione di una dieta vegana nell'età dell'accrescimento.

Alimentazione Bio a casa ed a scuola: dallo svezzamento al pasto bio nella scuola. Dr. Luciano Proietti, SSNV, Italia.

Uno dei compiti della società contemporanea è quello di dare ai genitori, attraverso l'informazione dei mezzi di comunicazione, gli strumenti per far crescere i propri figli in salute fisica e mentale. Per raggiungere questo obiettivo, il fattore principale è sicuramente l'alimentazione: se il cibo è scarso, il bambino crescerà poco; se il cibo è troppo, il bambino crescerà troppo; se il cibo è inquinato, crescerà inquinato; e in tutti e tre i casi si ammalerà. L'alimentazione scorretta, perché squilibrata, carente o eccessiva nei suoi principi nutritivi, rappresenta sicuramente il più importante fattore di rischio, in termini percentuali, per le malattie croniche, degenerative e infettive. È infatti ormai universalmente riconosciuta la correlazione tra salute ed alimentazione e la possibilità di prevenire le patologie degenerative attraverso un'alimentazione equilibrata. Il cibo animale (carne, pesce, uova, formaggio) non è necessario nel primo anno di vita, se il bambino è allattato al seno e presenta una crescita adeguata. La sua introduzione comporta una eccessiva assunzione di nutrienti (in particolare proteine e grassi e sale) che facilita l'insorgenza di allergie, di malattie infiammatorie, di obesità e sovraccarico renale. Vengono presi in esame i principi dell'alimentazione naturale fisiologica dell'infanzia, con riferimento all'applicazione di una dieta vegetariana.

Vegetariani dalla nascita. Dr. Luciano Proietti, SSNV, Italia.

Propone il tema dell'alimentazione vegetariana del bambino nei primi tre anni di vita.

Alimentazione vegetariana in età pediatrica. Dr. Luciano Proietti, SSNV, Italia.

Lo stato nutrizionale dei vegetariani adulti è, nei paesi occidentali, ormai ben documentata, mentre sono ancora limitate le ricerche cliniche sui bambini vegetariani. I bambini i cui genitori decidono di seguire diete inusuali, vegetariane, vegan, macrobiotiche, fruttariane, sono sempre più numerosi nei paesi occidentali. Tali scelte, legate al naturismo, al salutismo, all'igienismo e alle filosofie orientali, devono essere attentamente valutate dal mondo della pediatria, in quanto possono determinare effetti non sempre positivi sulla salute, sull'accrescimento e sullo stato nutrizionale dei bambini. In questi gruppi, l'introduzione di proteine di origine animale è di solito molto ridotta, altri cibi sono esclusi, rara è la supplementazione vitaminica e minerale e l'assunzione di cibi fortificati o integrati. Inoltre la caratteristica di questi gruppi  è spesso, quella di contestare il modello di vita occidentale, industrializzato, innaturale, contaminato, artificiale, per cui spesso non c'è comunicazione con il medico ed è assente un'osservazione sanitaria costante della salute del bambino. In questi anni sono stati pubblicati alcuni studi clinici sullo stato di salute e sui rischi legati ad una alimentazione "alternativa" a quella convenzionale, ma sono per lo più casistiche americane. In 23 anni, dal 1978 ad oggi, sono stati osservati e in parte seguiti 930 bambini di età compresa tra 1 e 12 anni, per lo più latto-ovo-vegetariani o latto-vegetariani dalla nascita fino ad un'età variabile tra i  3 e i 12 anni. Tutti hanno seguito una dieta priva di cibo animale diretto (carne e pesce) almeno fino ai 3 anni, momento in cui alcuni, inseriti alla scuola materna, hanno iniziato ad assumere saltuariamente carne o pesce, mentre a casa mantenevano una dieta vegetariana. Poiché l'OMS riconosce nella crescita un indicatore molto sensibile di salute infantile, abbiamo iniziato a considerare questo indicatore valutando le principali variabili antropometriche di una parte di questi bambini ad alimentazione prevalentemente latto o latto-ovo-vegetariana dalla nascita. Presso il Centro di auxopatologia della Clinica Pediatrica dell'Università di Torino, sono stati sottoposti a valutazione antropometrica 49 bambini del Piemonte e della Toscana di cui 22 maschi e 27 femmine di età compresa tra 1 e 12 anni con prevalenza di soggetti  tra 1 e 8 anni (86%). L'articolo espone i dati più rilevanti di questa ricerca, che confermano l'adeguatezza nutrizionale dell'alimentazione vegetariana anche in età pediatrica.